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Da negozietto a centro turistico-culturale

di Sara Matasci

 

Quest’anno la Confederazione ha deciso di sostenere 20 progetti nell’ambito del programma di incentivazione per lo sviluppo sostenibile, dedicato in particolare all’alimentazione. Tra questi ve ne sono due ticinesi: quello della Fondazione San Rocco di Morbio Inferiore, di cui abbiamo riferito nell’edizione di lunedì 17 luglio, e quello dell’Associazione mAGNo di Monte Carasso. Quest’ultima, nata nel 2009 con lo scopo di salvaguardare, potenziare e promuovere attività, prodotti e luoghi della regione, ha infatti dato vita, l’anno successivo, al negozio Quintorno, una vera e propria vetrina per i produttori del territorio e di conseguenza per i prodotti locali, tipici e stagionali. Attualmente sono un centinaio i fornitori e i trasformatori locali che vi collaborano. E le richieste non mancano, anzi, come nemmeno i clienti, che sono in costante crescita.

E ciò che Berna ha deciso di cofinanziare è il progetto di fattibilità di allargamento dell’attività esistente, su cui sta lavorando l’Associazione mAGNo proprio visto il sempre crescente interesse, come ci spiega la sua presidente Sabrina Guidotti: «La nostra è un’azienda no profit, il cui unico scopo è quello di riuscire ad autofinanziarsi. Ora il nostro obiettivo è quello di ampliare l’offerta, tenendo però sempre conto degli aspetti sociali ed ecologici che ci contraddistinguono».

Dare lavoro a chi è in difficoltà

In particolare, sono tre le dimensioni dello sviluppo sostenibile, stabiliti dalla Confederazione, a cui l’Associazione fa riferimento: la capacità economica, la responsabilità ecologica e la solidarietà sociale. «Se i primi due punti fanno parte dell’attività di Quintorno fin dall’inizio, attualmente stiamo lavorando in particolare sul terzo aspetto. In questo senso abbiamo intenzione di dare possibilità di occupazione a chi ha maggiori difficoltà a entrare nel mercato del lavoro. E la decisione di Berna di sostenere questo nostro progetto ci fa capire che stiamo andando nella giusta direzione».

Ma l’idea è quella di andare anche oltre, come ci dice ancora Sabrina Guidotti: «Stiamo lavorando anche nell’ottica di trovare delle sinergie con il comparto turistico e di svago della sponda destra, con lo scopo di favorire ancora di più i produttori locali, ma anche per dare una maggiore offerta a coloro che visitano la nostra regione». Non più “solo” un semplice negozio, dunque, ma un vero e proprio centro turistico-culturale, che mira a far conoscere sempre di più il territorio.


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