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DIORIO: Alla ricerca di lontane radici

di Orio Galli

 

Quel 6 marzo del 2012, dopo che la bara con le spoglie di mia madre fu calata nella fossa, con il gruppetto dei congiunti mi avviai a piedi verso il villaggio di Besazio. Ci si sarebbe ritrovati di lì a poco per un pranzo in comune nel centro del paese all’Osteria “La Palazzetta” (nella foto).

Lungo il percorso ne approfittai per entrare a dare un’occhiata al Vecchio cimitero di Sant’Antonino. Mi colpì quasi subito l’epitaffio scolpito nel marmo bianco di una lapide fissata al muro sulla destra, valicando il vecchio cancello arrugginito: 

“Qui aspetta
La risurrezione
La virginea salma di
Siro Galli
Alma gentile
Spirato diciannovenne
Il 28 febbraio 1893
I parenti desolati
Sospirano rivederlo
In cielo”

 DIORIO: Alla ricerca di lontane radici

Avrei più tardi scoperto ch’era un fratello di mio nonno. Ultimo genito della famiglia, forse il prediletto. A quella giovane età aveva già ottenuto la patente di maestro di Scuola Maggiore. Stava perfezionandosi nel canton Friborgo quando si ammalò gravemente. Suo padre – mio bisnonno – lo riportò a casa, ma dopo pochi giorni morì. Non avrebbe perciò mai insegnato. E nemmeno sarebbe riuscito ad andare in Russia a trovare due dei fratelli maggiori che a San Pietroburgo si erano da non molto trasferiti. Perché lui, non ancora ventenne, nel 1893 era già «salito in cielo».

Pieve Tesino

Con mio fratello Claudio (1944) e mia sorella Annamaria (1949), dovetti incontrarmi nei giorni successivi alla morte della mamma per sistemare alcune pratiche. In una di quelle occasioni lanciai loro l’idea di compiere – noi tre, da soli, insieme, per la prima e forse ultima volta – una trasferta a Pieve Tesino prima che giungesse l’estate. Perciò in giugno si partì per questa località in provincia di Trento. A Pieve io ero stato una sola volta, nel 1961, quando non avevo ancora compiuto vent’anni (vedi GdP, sabato, 26.3. 2011). In quel mio viaggio iniziatico attraversai tutto il nord d’Italia in treno. Al Lido di Venezia, dove allora abitavano con i genitori, conobbi Loredana e Giorgio: figli di Guido Gobbo e di Tina Fietta–Avanzo, prima cugina di mio padre. Giorgio è nato come me nel 1941, se non sbaglio anche lui a Milano…

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