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“Insoddisfazione” per il lavoro del Governo

“Insoddisfazione” per il lavoro del Consiglio federale. È quanto emerge da un sondaggio effettuato da Tamedia su un campione di 20’400 persone.

A livello individuale il più convincente è il ministro dell’interno Alain Berset, mentre Johann Schneider-Ammann chiude la classifica degli apprezzamenti.

Il 27% degli interrogati è “insoddisfatto” del lavoro del Consiglio federale, un altro 27% si definisce “piuttosto insoddisfatto”, mentre “solo” il 9% è “soddisfatto” e il 36% “piuttosto soddisfatto” del lavoro governativo. Tra i consiglieri federali i più apprezzati, dietro a Berset, vi sono Doris Leuthard e Ueli Maurer.

Maggioranza risicata per la libera circolazione

L’UDC lancerà martedì la raccolta di firme per la sua iniziativa volta a porre fine alla libera circolazione delle persone con l’Unione europea (UE). Stando al sondaggio di Tamedia, il testo non ha attualmente una maggioranza ben definita in seno alla popolazione: alla domanda se l’Accordo di libera circolazione deve essere abolito, il 15% si dichiara “piuttosto contrario”, il 40% “contrario”. I “favorevoli” sono il 27% e i “piuttosto favorevoli” il 15%.

Senza sorprese, il sostegno più ampio all’iniziativa proviene dai simpatizzanti dell’UDC (61% di “sì”), e la più grande opposizione da quelli del PS (72% di “no”).
Per quanto riguarda l’accordo quadro istituzionale con l’UE, si constata un testa a testa tra il “sì” e il “no”: i “favorevoli” o “piuttosto” favorevoli” sono il 45%, i “contrari” o “piuttosto contrari” il 48%. Gli indecisi sono il 7%.

“No” al miliardo di coesione

Il miliardo di coesione destinato all’UE è invece osteggiato dalla popolazione: solo il 30% lo approva, mentre il 70% lo boccia. La questione è molto controversa: a fine novembre il Consiglio federale ha promesso il versamento di 1,3 miliardi di franchi durante la visita del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker a Berna. In dicembre, il governo ha annunciato che sta rivalutando la questione a causa della decisione dell’UE di riconoscere soltanto per un anno l’equivalenza alla Borsa svizzera.

Il sondaggio è stato condotto tra il 4 e il 5 gennaio 2018 sui portali di informazione di Tamedia. Vi hanno partecipato 20’422 persone in provenienza da tutta la Svizzera. Il margine d’errore si situa attorno a +/- 1,5 punti percentuali.

(Ats)

 


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